Il nuovo Piano Casa 2026, introdotto con il Decreto Legge n. 66 del 7 maggio 2026, punta ad aumentare l’offerta di abitazioni accessibili attraverso interventi di edilizia pubblica, sociale e integrata. Il provvedimento, in linea con l’European Affordable Housing Plan, nasce per contrastare il disagio abitativo e favorire il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato o degradato.
Secondo gli esperti di Hospitality Law Lab, uno degli elementi centrali della riforma è il coinvolgimento del capitale privato, chiamato a svolgere un ruolo complementare rispetto alle risorse pubbliche.
Cos’è l’edilizia integrata
L’edilizia integrata, disciplinata dall’articolo 9 del DL 66/2026, è pensata per sostenere la cosiddetta “fascia grigia”: cittadini che non possono accedere all’edilizia pubblica ma che, allo stesso tempo, faticano a sostenere i costi del mercato libero.
Tra i destinatari delle misure figurano:
- giovani coppie;
- studenti universitari;
- lavoratori fuori sede;
- genitori separati;
- nuclei coinvolti in progetti di cohousing e coabitazione intergenerazionale.
Il modello prevede un mix tra:
- 70% di edilizia convenzionata, con prezzi e canoni calmierati;
- 30% di edilizia libera non convenzionata.
Per gli immobili convenzionati è prevista una riduzione minima del 33% rispetto ai valori di mercato della zona, con vincoli di destinazione e prezzo validi per 30 anni.
Rigenerazione urbana e incentivi
Gli interventi saranno realizzati soprattutto attraverso:
- recupero di edifici dismessi;
- riqualificazione urbana;
- riuso di aree degradate o già urbanizzate.
Tra gli incentivi previsti:
- premio volumetrico fino al 35%;
- procedure urbanistiche semplificate;
- riduzione del 50% degli oneri notarili;
- possibilità di compensare i costi di bonifica con gli oneri di urbanizzazione.
Focus sui grandi investimenti
Il decreto introduce inoltre corsie preferenziali per i grandi programmi immobiliari con investimenti esteri superiori a 1 miliardo di euro. In questi casi sono previste conferenze dei servizi semplificate, iter amministrativi accelerati e, in alcune situazioni, la nomina di un Commissario straordinario con poteri speciali.
Le criticità secondo gli esperti
Secondo i professionisti intervistati, il Piano Casa rappresenta un passo importante per il rilancio dell’housing accessibile, ma alcune limitazioni potrebbero ridurne l’efficacia.
In particolare, gli operatori chiedono maggiore flessibilità:
- sul rapporto 70%-30% tra edilizia convenzionata e libera;
- sull’accesso alle procedure semplificate;
- sull’estensione delle agevolazioni anche a operazioni di dimensioni inferiori.
L’obiettivo, spiegano gli esperti, è favorire investimenti privati capaci di incidere concretamente sulla rigenerazione urbana e sull’emergenza abitativa.