Milleproroghe 2026 in Gazzetta Ufficile: Prorogato il regime speciale per le locazioni passive della Pubblica Amministrazione

08/01/2026

Con il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, noto come Milleproroghe 2026, il legislatore interviene nuovamente sul tema delle locazioni passive della Pubblica Amministrazione centrale, prorogando fino al 31 dicembre 2026 il regime di esenzione dalla spending review previsto dal decreto-legge n. 95/2012.

La norma assume particolare rilevanza per il mercato immobiliare a uso direzionale e istituzionale, in quanto consente alle amministrazioni pubbliche di stipulare o rinnovare contratti di locazione senza applicare automaticamente la riduzione obbligatoria del 15% del canone, introdotta negli anni passati come misura di contenimento della spesa pubblica.

L’ambito soggettivo della proroga riguarda le amministrazioni centrali dello Stato, le Autorità amministrative indipendenti – inclusa la Consob – e gli enti nazionali di previdenza e assistenza. Per questi soggetti, il taglio forzoso del canone non trova applicazione qualora il contratto di locazione presenti almeno una delle condizioni individuate dal legislatore.

In particolare, l’esenzione opera quando l’immobile oggetto di locazione presenta una classe energetica pari almeno alla B, oppure almeno D nel caso di edifici sottoposti a vincoli storici o architettonici. In alternativa, è sufficiente che siano rispettati i parametri di superficie per addetto previsti dalla normativa, che oscillano tra i 15 e i 20 metri quadrati per postazione di lavoro, oppure che il nuovo canone risulti inferiore rispetto a quello precedentemente corrisposto.

La proroga del regime speciale conferma un orientamento ormai consolidato: la riduzione della spesa pubblica non viene più perseguita attraverso tagli lineari ai canoni, ma tramite una selezione qualitativa degli immobili utilizzati dalla Pubblica Amministrazione. Efficienza energetica, razionalizzazione degli spazi e sostenibilità economica diventano i criteri centrali su cui si fonda la legittimità del canone.

Per i proprietari e gli investitori attivi nel segmento degli immobili locati alla PA, la misura rappresenta un segnale di continuità e di relativa stabilità normativa. La possibilità di rinnovare o stipulare contratti senza subire riduzioni automatiche favorisce la tenuta dei rapporti locativi nel medio periodo e rende il conduttore pubblico nuovamente attrattivo sotto il profilo del rischio e della durata.

Al tempo stesso, la disciplina incentiva investimenti mirati sull’asset. Gli interventi di efficientamento energetico, così come la riorganizzazione degli spazi interni per rispettare i parametri di densità, assumono una valenza strategica non solo in ottica ESG, ma anche come leva diretta per la salvaguardia del valore locativo. In questo contesto, il capitale investito in miglioramenti funzionali e prestazionali trova una giustificazione economica immediata, legata alla possibilità di mantenere canoni in linea con il mercato.

Il quadro che emerge dal Milleproroghe 2026 conferma dunque un approccio premiale verso immobili performanti, sostenibili e coerenti con le esigenze organizzative della Pubblica Amministrazione. Un orientamento che rafforza il ruolo della qualità immobiliare come elemento centrale nelle scelte allocative pubbliche e che offre agli operatori del settore un orizzonte regolatorio più prevedibile, seppur condizionato al rispetto di requisiti sempre più stringenti.

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