Mercato immobiliare 2025: oltre il 51% delle case acquistate senza mutuo

11/02/2026

Nel primo semestre del 2025 più di una casa su due in Italia è stata acquistata senza ricorrere a un mutuo. Il 51,4% delle compravendite residenziali si è infatti concluso con capitale proprio. Un dato significativo, anche se in lieve calo rispetto al 2024, quando la quota superava il 55%.

La flessione indica un graduale ritorno al credito, favorito dalla stabilizzazione e dal parziale ribasso dei tassi di interesse negli ultimi mesi. Tuttavia, la componente “cash” continua a rappresentare una parte strutturale del mercato immobiliare italiano, confermandone la solidità patrimoniale.

Chi acquista senza mutuo e con quali obiettivi

Tra chi compra senza finanziamento, la maggioranza lo fa per acquistare l’abitazione principale (59%). L’investimento rappresenta circa il 30% delle operazioni, mentre l’11% riguarda l’acquisto di una casa vacanza.

Queste proporzioni sono rimaste sostanzialmente stabili negli ultimi anni e dimostrano come l’immobile venga sempre più percepito non solo come bene d’uso, ma anche come strumento di protezione del capitale e diversificazione patrimoniale.

Dal punto di vista tipologico, i trilocali sono la scelta più frequente (31%), seguiti dai bilocali (23,3%), spesso destinati alla locazione. Le soluzioni indipendenti e semindipendenti superano il 20% delle preferenze e sono generalmente acquistate come abitazione principale.

L’identikit dell’acquirente “cash”

Chi compra senza mutuo ha prevalentemente un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (24,8%). Più contenuta la quota degli under 34 (17,3%), mentre gli over 65 rappresentano il 16,6%.

Le famiglie e le coppie costituiscono il 66% degli acquisti senza ricorso al credito, mentre i single si attestano al 34%.

In crescita anche la componente internazionale: nel primo semestre 2025 il 12,2% di chi acquista senza mutuo ha cittadinanza straniera. Un dato in aumento rispetto agli anni precedenti, che conferma l’attrattività del mercato residenziale italiano per investimenti e seconde case.


Il quadro generale secondo Nomisma

Nonostante un rallentamento rispetto al picco della prima metà del 2025, il mercato immobiliare italiano resta su un percorso di crescita moderata. Secondo le stime di Nomisma, a consuntivo 2025 si registrano circa 771.000 compravendite residenziali.

I mutui erogati ammontano a 56,2 miliardi di euro, mentre il fatturato del comparto abitativo raggiunge 121,5 miliardi. Gli investimenti corporate si attestano a 11,5 miliardi.

Sul fronte dei prezzi, le abitazioni in ottimo stato crescono dell’1,3%, l’usato segna un +1,9%, mentre i canoni di locazione aumentano del 3,5%. Rimane elevata la tensione tra costi di costruzione e prezzi di vendita, con una forbice che continua ad ampliarsi e a influenzare le strategie degli operatori.

Lo scenario macroeconomico presenta segnali misti: il miglioramento del clima di fiducia, tassi sui mutui intorno al 3,30% e una riduzione del divario tra salari e inflazione sostengono la domanda. Al tempo stesso, permangono elementi di incertezza legati alla stabilità dei tassi BCE, ai rischi commerciali internazionali e a criteri di accesso al credito più selettivi.

Un mercato sempre più selettivo

Il dato del 51,4% di acquisti senza mutuo evidenzia un aspetto chiave: il mercato immobiliare italiano continua ad attrarre capitali propri, sia nazionali sia internazionali. Parallelamente, il ritorno graduale al credito indica una rinnovata fiducia delle famiglie e una maggiore propensione all’investimento immobiliare.

In questo contesto, la qualità dell’immobile, l’efficienza energetica e una corretta valutazione di mercato diventano fattori determinanti. Il mercato non è più guidato solo dalla quantità delle transazioni, ma dalla capacità di intercettare una domanda sempre più consapevole e selettiva.

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