Le 3 news del mese: novità dal mercato immobiliare a novembre 2025

07/11/2025

Le tendenze più interessanti e recenti del mercato immobiliare italiano — tra tempi di vendita, dinamiche della domanda e segnali di rigidità territoriale.

Trend 2025: domanda in crescita e prezzi in lieve aumento


I recenti report segnalano che nel corso del 2025 la domanda immobiliare in Italia ha continuato a crescere anche in assenza di un’espansione significativa dell’offerta. Nel primo trimestre la domanda è salita del +18,2% rispetto al 2024, contribuendo a ridurre i tempi medi di vendita a circa 5,2 mesi. A sua volta, i prezzi medi sono cresciuti del 2-3%. Nel secondo e terzo trimestre si conferma questa tendenza: la pressione della domanda resta elevata, con moderati incrementi dei prezzi nelle grandi città, ma anche un rallentamento dell’offerta in alcune aree. Permane tuttavia una forte variabilità territoriale, con Nord e Centro in ripresa più marcata rispetto al Sud e alle isole.

Tempi di vendita: l’Italia in media vende in 5,2 mesi, Milano resta la più veloce

Secondo i dati di Immobiliare.it Insights, il tempo medio di vendita di un immobile in Italia è di 5,2 mesi. Milano mantiene il primato tra i grandi centri: mediamente una casa si vende in 2,9 mesi, anche se il dato è aumentato del 7 % rispetto al 2024 (allora era circa 2,7 mesi). Nel complesso, il mercato mostra segnali contrastanti: da un lato tempi medi ancora ragionevoli, dall’altro un lieve allungamento che può indicare effetti dell’offerta sempre più selezionata, costi maggiori o condizioni finanziarie in evoluzione.

Domanda in crescita ma offerta che rallenta: pressione sul mercato nel 2025

Nei dati nazionali emerge che, nel primo trimestre 2025, la domanda immobiliare ha continuato a crescere significativamente (+18,2 %), mentre l’offerta è cresciuta solo marginalmente (+0,3 %). 
Anche nel secondo trimestre, la domanda registra ancora una forte crescita (+12,6 %), mentre l’offerta mostra segno negativo su base annua (−0,5 %), segno di una leggera contrazione rispetto al periodo precedente.

I prezzi medi continuano a salire: nel secondo trimestre 2025 il prezzo unitario medio è pari a circa 2.110 €/mq (+1,8 % su base annua) — con differenze territoriali marcate fra Nord, Centro e Sud Italia.

Terzo trimestre 2025: domanda vivace, offerta rigida e segnali di rallentamento nella smaltitura dello stock

Nel III trimestre del 2025, secondo Immobiliare.it Insights, emerge una situazione di crescente rigidità del mercato: l’offerta disponibile cala o ristagna, la domanda resta viva ma con qualche difficoltà nell’assorbimento. 

Il prezzo unitario medio degli immobili continua a crescere leggermente, attestandosi su circa 2.114 €/mq, con un incremento rispetto ai valori precedenti e segnali di accumulo di stock invenduto in alcune aree. 

Questo lascia intravedere che, anche se l’interesse degli acquirenti persiste, il mercato potrebbe rallentare nella capacità di smaltire nuove proposte immobiliari, soprattutto dove l’offerta non viene rinnovata o pianificata in modo efficiente.

Il 2025 si sta rivelando un anno di conferme e cambiamenti per il mercato immobiliare italiano. In un contesto ancora segnato dall’incertezza economica, la casa continua a essere percepita come un investimento sicuro e, in molti casi, come un rifugio di valore. Campania e Lombardia, due regioni molto diverse per struttura e dinamiche, raccontano due facce dello stesso fenomeno: un mercato che cresce nei prezzi, ma che si sta lentamente spostando fuori dai grandi centri.

Campania: prezzi in crescita e domanda vivace anche fuori dai capoluoghi

In Campania il mercato si mantiene dinamico, con un aumento costante sia delle compravendite che dei valori immobiliari.
Secondo i dati di Immobiliare.it, a ottobre 2025 il prezzo medio richiesto per le abitazioni in vendita ha raggiunto 1.944 euro al metro quadrato, in crescita del 3,2% rispetto all’anno precedente. Anche il mercato degli affitti segue la stessa tendenza: i canoni medi sono saliti a 10,6 euro al metro quadrato, con un incremento di oltre il 5% su base annua.

Napoli resta la provincia più cara, con valori che superano i 2.400 euro al metro quadrato, ma cresce l’interesse verso aree meno centrali come Caserta e Salerno, dove i prezzi più accessibili e un’offerta abitativa più ampia attirano acquirenti locali e investitori. Le province interne, come Benevento e Avellino, restano le più economiche, ma iniziano a beneficiare della ricerca di soluzioni abitative più grandi e sostenibili, complice anche il ritorno graduale verso i piccoli centri e le zone verdi.

Gli operatori del settore sottolineano come la Campania stia vivendo una fase di riequilibrio: la domanda resta alta, ma si concentra sempre più su immobili efficienti dal punto di vista energetico e con spazi esterni, elementi ormai determinanti nella scelta di acquisto.

Lombardia: Milano rallenta, ma le province corrono

La Lombardia conferma invece il suo ruolo di locomotiva del mercato immobiliare italiano.
Nel 2025 il prezzo medio degli immobili residenziali è salito a 2.643 euro al metro quadrato, con un aumento del 5,8% rispetto al 2024. Gli affitti restano tra i più elevati del Paese, attestandosi attorno ai 18,5 euro al metro quadrato mensili.

Se da un lato Milano continua a rappresentare un punto di riferimento per investitori e professionisti, dall’altro cresce in modo evidente la domanda nei comuni dell’hinterland e nelle province. Secondo Idealista, si registra un progressivo spostamento dell’interesse verso aree come Monza, Bergamo, Brescia e Varese, dove il rapporto tra qualità della vita e prezzo resta più favorevole rispetto al capoluogo.

Nel primo semestre 2025, le compravendite in Lombardia hanno registrato un aumento di quasi il 10% rispetto all’anno precedente, a conferma di un mercato ancora molto attivo, trainato da una domanda solida e da un’offerta in continua evoluzione. Le tipologie più ricercate restano i bilocali e i trilocali di nuova costruzione o ristrutturati in classe energetica A o B.

Due regioni, un mercato in trasformazione

Campania e Lombardia rappresentano due estremi geografici ma raccontano una tendenza comune: la ricerca di un equilibrio tra qualità, prezzo e vivibilità.
Se al Nord la spinta arriva dalla domanda diffusa e dall’attrattività delle aree metropolitane, al Sud cresce l’interesse verso città di provincia e contesti più accessibili, dove il costo della vita resta contenuto ma la qualità abitativa migliora.

Il 2025 si conferma quindi un anno di transizione: i prezzi crescono, ma non in modo uniforme; la domanda rimane alta, ma più selettiva; e l’idea di “abitare” evolve, spostandosi progressivamente verso modelli più sostenibili e decentralizzati.

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