Casa, tra rialzi e ribassi: in quali città comprare nel 2025 è stato davvero un affare

09/01/2026

Nel 2025 il mercato immobiliare italiano ha confermato il proprio ruolo di bene rifugio, ma con dinamiche sempre più differenziate tra città, quartieri e segmenti. Secondo l’analisi di Immobiliare.it Insights, i prezzi delle abitazioni in vendita e in affitto sono cresciuti nella maggior parte dei grandi capoluoghi, sostenuti dal graduale miglioramento delle condizioni di accesso al credito e da una domanda tornata più attiva dopo la fase di rallentamento degli anni precedenti.

A livello nazionale, i prezzi di vendita hanno registrato un aumento medio del 3,3%, mentre i canoni di locazione sono cresciuti del 6,4%, con valori medi che si attestano rispettivamente a 2.139 euro al metro quadro per le compravendite e a 13,9 euro al metro quadro per gli affitti. L’unica eccezione riguarda Milano, dove i canoni hanno mostrato una lieve flessione dello 0,5%, segnale di un mercato che sembra aver raggiunto una fase di assestamento dopo anni di forte crescita.

Guardando alle compravendite, Firenze e Verona si sono distinte come le città più dinamiche, entrambe con un incremento dei prezzi del 7,8%, seguite da Roma con un +6,8%. Al contrario, gli aumenti più contenuti si sono registrati a Palermo, Venezia e Milano, dove la crescita dei valori è rimasta più moderata. Questo scenario conferma come le opportunità migliori nel 2025 si siano concentrate nei mercati urbani capaci di coniugare attrattività, qualità della vita e prospettive di sviluppo.

Ancora più marcate le differenze nel comparto delle locazioni. Genova, Bari e Roma guidano la classifica degli aumenti dei canoni, con rialzi a doppia cifra che riflettono una domanda ancora molto sostenuta. Sul fronte opposto, oltre alla lieve contrazione di Milano, Firenze e Bologna mostrano una crescita più contenuta, segnale di un equilibrio più avanzato tra domanda e offerta.

L’analisi per quartieri evidenzia come il vero “affare” nel 2025 sia spesso dipeso dalla micro-zona. A Genova, aree come Principe e Carmine hanno visto crescite dei valori di vendita fino al 25%, mentre a Verona spiccano Avesa e Torricelle. A Firenze, il quadrante sud della città ha registrato aumenti significativi, confermando l’interesse per zone ben collegate ma meno centrali. Al contrario, alcune aree di Palermo e Venezia hanno subito correzioni importanti, offrendo potenziali opportunità per investitori orientati al medio-lungo periodo.

Anche sul mercato degli affitti, i quartieri raccontano storie molto diverse. Alcune zone periferiche o semicentrali di Firenze e Bari hanno registrato forti rialzi dei canoni, mentre in aree di Verona, Napoli e Palermo si sono osservate flessioni più evidenti. Questo conferma come il mercato non si muova più in modo uniforme, ma premi sempre di più contesto urbano, servizi, collegamenti e qualità dell’offerta abitativa.

Nel complesso, il 2025 ha dimostrato che investire in casa può ancora essere un affare, ma solo a patto di leggere con attenzione i dati locali e di quartiere. In un mercato sempre più selettivo, la conoscenza approfondita delle dinamiche territoriali diventa la vera chiave per trasformare un acquisto immobiliare in una scelta davvero conveniente.

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