Con la crisi è boom delle case in condivisione, il 63% degli inquilini sono lavoratori

12/09/2012
Con la crisi è boom delle case in condivisione, il 63% degli inquilini sono lavoratori

la crisi fa esplodere la domanda di affitti in condivisione, richieste pressocchè triplicate rispetto all'anno scorso, per un fenomeno che riguarda sempre più da vicino i giovani lavoratori, di sesso femminile alle prese con il caro-vita nelle grandi città italiane

secondo l'ultima indagine di idealista.it sugli affitti in condivisione nelle principali città italiane i lavoratori alla ricerca di coinquilini superano gli studenti ed è boom di richieste per questo tipo di affitto (+217%). 360 euro al mese è la media nazionale per una stanza, sebbene i  prezzi siano in calo nelle principali città rispetto ad agosto 2011questo popolo di conviventi, secondo l'indagine di idealista.it estesa quest'anno a 12 città campione, ha un'età media 28 anni – nella capitare si arriva addirittura a 30 -,  generalmente non fuma, non possiede né ammette animali domestici e propende per aree semi-centrali ben servite o quartieri universitari delle città

secondo vincenzo de tommaso, responsabile ufficio studi idealista.it: "mentre nelle città medie il fenomeno rimane in prevalenza studentesco, nelle grandi città, dove i costi abitativiti sono più elevati, la condivisione si va affermando tra i lavoratori alle prese con il contenimento delle uscite mensili e alla ricerca di soluzioni più flessibili per la propria condizione, spesso di precari”

il costo della condivisione è considerevolmente più economico dell'affitto di un immobilie tutto per se, inoltre consente di suddividere le spese con gli altri coinquilini, argomenti sufficienti in un contesto come quello attuale, a far volare la domanda di stanze ben oltre l'offerta del portale (5.715 unità) con la consegueza della riduzione dei tempi medi per la ricerca del coinquilino ideale, passato dai 65 giorni di agosto 2011, ai 52 del pari periodo di quest'anno

affittare una stanza in italia comporta una spesa media di 360 euro/mese, un po' meno
(-2,7%) rispetto allo scorso anno, una tendenza ribassista che contagia tutte le grandi città

milano
si conferma come lo scorso anno la città più cara nonostante una flessione del 2,7%, che fissa il prezzo per la stanza a 425 euro/mese, fino ad un massimo di 750 euro nelle zone più ambite dagli utenti (navigli-bocconi e garibaldi-porta venezia) o per particolari soluzioni deluxe

roma
nella capitale, dove l'offerta di questo genere di soluzioni abitative è cresciuta del 31% nell'ultimo anno, i prezzo medio per una stanza si attesta a 423 euro/mese con un lieve calo dell'1% rispetto ai valori di un anno fa. a roma le ricerche degli utenti effettuate in questi mesi si orientano per lo più nella zona di appio latino, monte sacro e il pigneto, dove la singola costa considerevolmente meno rispetto a un posto letto in centro

nelle altre città
affitti sopra la media nazionale di 360 euro anche per firenze (361 euro/mese), seguita da poli di forte attrazione studentesca come bologna (322 euro/mese) e torino (313 euro/mese). appena sotto i trecento euro, dopo un calo del 5,8% quest'anno – il più marcato tra le 12 città campione -, pisa con i suoi 294 euro al mese precede napoli (288 euro/mese) e perugia (225 euro/mese), all'opposto, la città che ha sperimentato il calo meno evidente (-0,5%). non si adeguano al trend, padova (272 euro/mese), bari (249 euro/mese) e catania (229 euro/mese), mentre palermo, pur avendo registrato il maggior incremento su base annuale (9,4%), rimane la città dove la camera singola costa meno: solo  191 euro al mese


Cerca il tuo immobile